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Presidi ancora in rivolta: valutateci per lo stress e pagateci come gli altri dirigenti pubblici

Giovedì, 18 Maggio 2017

Continuano ad oltranza le proteste dei dirigenti scolastici, che non intendono accettare il sistema di valutazione proposto dal Ministero.

Stavolta sono i presidi piemontesi a puntare i piedi, gettando ancora benzina sul fuoco nelle ultime settimane di attività didattica.

“Invieremo una diffida perché il direttore generale non proceda alla valutazione dei dirigenti e faccia invece seguito alla valutazione dello stress da lavoro correlato che non è mai stata fatta per noi”, annunciano sulla pagina torinese de La Repubblica i sindacati Flc Cgil, Uil Scuola, Cisl scuola e SnalsConfsal del Piemonte.

Si è svolto anche un incontro presso il liceo "Gioberti" di Torino che ha visto circa 70 presidi riuniti per discutere della burocrazia, dei contratti degli insegnanti, le forniture del materiale e molti altri argomenti che vanno a rafforzare la tesi portata avanti dai Ds, ovvero che è in atto una trasformazione negativa del ruolo del preside, che lo vedrebbe oggi come un amministratore invece che come un coordinatore dei docenti. Ne è sicura Lorenza Patriarca, preside e rappresentante sindacale dei dirigenti per Uil Scuola: "dovremmo occuparci dei ragazzi, assegnare i docenti migliori rispetto alle esigenze della classe e rapportarci con le famiglie. Già per fare questo, con le scuole così sovradimensionate, non abbiamo abbastanza tempo, figurarsi metterci a fare la gestione amministrativa”, si legge sul quotidiano torinese.
“Ci sono colleghi che si ammalano e altri che prendono ansiolitici, sottolinea Patriarca.

Insomma, i presidi sono decisi a uscire le unghie e non transigere davanti alle difficoltà a cui stanno andando incontro.
Tuttavia, i presidi in questione non sembrano intenzionati a partecipare allo sciopero indetto dall’Udir per il 25 maggio, anche se però per lo stesso giorno è previsto un altro incontro con il direttore regionale, in cui chiariranno ancora una volta che non compileranno i documenti per la loro valutazione: “vanno consegnanti entro giugno, spiega Sergio Arduino della Cisl Scuola, ma se le cose non cambieranno non lo faremo. Non si può fare una valutazione annuale e basata solo sulla carta e non sulla realtà della scuola”. 

 

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Ricordiamo, a titolo riepilogativo, che un altro dei temi delicati che riguarda la protesta dei dirigenti in tutta Italia è la questione della equiparazione della retribuzione dei presidi con quella delle altre dirigenze pubbliche, rivendicazione storica dell'ANP che non sarà facile ottenere, dal momento che il costo è decisamente consistente (non meno di 250-300 milioni).

Per il 17 maggio è già in programma un incontro fra il sottosegretario De Filippo e i sindacati, dove esistono i margini per prevedere che l'Amministrazione prometterà un intervento ad hoc in modo da consentire ai sindacati di rasserenare la categoria.

In caso contrario il 25 maggio ANP e Udir potrebbero  "fare il botto" portando in piazza una bel numero di dirigenti scolastici, sempre più stanchi e delusi.

 

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