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Fedeli: premiare i docenti che garantiscono continuità

Martedì, 18 Aprile 2017

In poco meno di 24 ore la ministra Valeria Fedeli ha fatto alcune dichiarazioni che meritano una riflessione.

Incominciamo con la questione dell’esame di Stato: nel corso dell’intervista rilasciata a Repubblica.it la ministra si è detta spiaciuta del fatto che le prove Invalsi non incideranno più sull’esito complessivo dell’esame, dimenticando forse che le prove Invalsi, per come sono state progettate e costruite, dovrebbero valere più per la valutazione di sistema e per l’autovalutazione di istituto che per misurare gli apprendimenti di ciascun alunno.

Lascia poi un po’ perplessi l’accenno alle assunzioni: Fedeli dice che i 400 milioni per consolidare in organico di diritto un tot di posti di organico di fatto ci sono; ma bisogna “trovare un punto di incontro” con il MEF per capire se i posti sono 25mila (tesi del Miur) o 10mila (tesi MEF). Come dire: quanto fa 100 diviso 4,  20  o  25 ? Parliamone e proviamo a trovare una mediazione!

Molto onestamente la Fedeli ha anche ammesso che il “gettone” che verrà erogato durante il tirocinio ai docenti che dovranno seguire il nuovo modello di reclutamento è davvero “poca roba”, ma ha cercato anche di “correggere il tiro” in fatto di stipendi: con quali risorse si invertirà la rotta non è ancora chiaro ma lo capiremo meglio dopo l’approvazione del Documento di Economia e Finanza che dovrà definire le linee guida per la prossima legge di stabilità.

 

corsi carta docente

 

Curioso l’accenno alla continuità e al contratto sulla mobilità: la Ministra non lo ha detto esplicitamente ma il senso sembra essere che i docenti che garantiscono continuità e stabilità dovrebbero essere in qualche misura premiati forse anche dal punto di vista stipendiale.

Ma c’è un’altra “battuta” di Valeria Fedeli che non va sottovalutata: “Quando sono arrivata al Ministero - ha detto in sostanza la Ministra - mi sono trovata con una delega che scadeva il 16 gennaio. Avevo solo un mese di tempo, ma ce l’abbiamo fatta”. Il senso è abbastanza chiaro ed è un evidente atto di accusa sia nei confronti di chi l’ha preceduta (Stefania Giannini) sia dell’apparato ministeriale.
La Ministra, insomma, ha detto – neppure tanto fra le righe – che quando è arrivata non c’era ancora nulla di pronto. Se è vera la sua versione, significa che a inizio dicembre i testi dei decreti erano ancora in alto mare. La Fedeli vuol forse dire che, se fosse rimasta la Giannini, forse le deleghe non sarebbero neppure arrivate in Parlamento?

 

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