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Quale futuro per un precario abilitato? (dopo l'approvazione dei Decreti)

Lunedì, 10 Aprile 2017

Gent. le Redazione,

apprendo adesso con sgomento e rammarico dell’approvazione delle leggi delega da parte del CdM e concordo per quanto riguarda la critica, da molti fatta, circa il sistema di reclutamento a dir poco “imbarazzante” che ha contraddistinto la scuola italiana sino ad oggi e concordo infine sulla sottolineatura critica, di molti, circa la nuova “sanatoria” posta in essere con toni trionfalistici dal duo Gentiloni - Fedeli.

Occorre però fare alcune considerazioni che credo facciano capire molto di chi è alla guida di questo governo e su come vengano fatte le riforme in Italia.

Io appartengo a quella categoria di supplenti da Messa a Disposizione (gli ultimi degli ultimi!) che pur essendo Abilitato (n. 2 abilitazioni), sta prestando servizio, partendo dal profondo Sud e spostandosi ormai da diverso tempo verso il profondo Nord, con notevoli difficoltà umane ed economiche per tappare i buchi generati dalla Riforma 107/2015.

Se necessitava fare una “Sanatoria” occorreva farla tutelando tutte le parti in causa e non, come al solito “salvare” alcuni e far “morire” altri, come dei novelli imperatori romani (però ridicoli!).

Mi spiego meglio. Io che lascio famiglia e ci rimetto di tasca mia, per assicurare una continuità didattica ai ragazzi, rimango privato di un futuro sbocco professionale, in quanto con il nuovo sistema di reclutamento (FIT) le mie abilitazioni saranno inutilizzabili, chi invece nel 2014 si è iscritto oppure era iscritto nelle II e III fascia delle Graduatorie di Istituto e magari non ha accettato o ricevuto alcun incarico di supplenza, oppure chi si è inserito nelle finestre semestrali di inserimento nelle GI (consentito dalla legge per chi conseguiva le abilitazioni nell’arco temporale successivo all’ultima apertura avvenuta nel 2014 e che si dovrebbe riaprire tra qualche settimana), potrà partecipare alla Fase Transitoria che prevede un percorso agevolato alla professione (come mai non si tiene conto del fatto che in questi tre anni qualcuno ABILITATO ha prestato servizio e non è giusto che venga penalizzato in questo modo!).

Qualche considerazione vengo a porgere a Voi della Redazione ed ai Vs cortesi lettori:

1. Mi sorge il dubbio che aver legiferato in modo così frettoloso, (al di là delle scadenze tecniche delle Deleghe che in Governo si era dato) poche settimane prima della riapertura delle Graduatorie di Istituto, lo si è voluto fare per evitare che altri docenti potessero inserirsi e di conseguenza ingrossare le fila dei “sanati” (magari si poteva restringere il cerchio, della partecipazione alla fase transitoria solamente a chi sta esercitando la professione con abilitazione!).

La costituzione italiana parla (art. 1) di Repubblica Democratica fondata sul lavoro non di Repubblica Democratica fondata sulle graduatorie!

2. Come è possibile che certa gente legiferi, visto che le mie abilitazioni sono passate in meno di due anni dalla riforma 107/2015, votata agli stessi soggetti fatte salve alcune staffette di facciata, da un titolo che mi garantiva un’esclusività (titoli acquisiti, vedi diritti acquisiti!) nelle future fasi concorsuali a titolo che non mi consentirà più (carta straccia!) di accedere ai concorsi per diventare insegnante!

Mi fa molta paura pensare che queste siano le stesse persone che legiferano sulla nostra vita e mettano mano alla Costituzione!

3. Ogni volta che i mezzi di informazione mostrano “furbetti” del cartellino, evasori e delinquenti vari, ci indigniamo e gridiamo allo scandalo e auspichiamo pene esemplari (quasi mai comminate e men che meno espiate!). Ma se lo Stato Italiano è il primo che ti sfrutta fin quando conviene, salvo poi quando non servi più, non solo ti lascia in disparte ma toglie valore legale ai titoli che hai faticosamente conseguito e che per poche settimane di distanza dal traguardo dall’inserimento nelle Graduatorie di Istituto ti impedisce di poterli utilizzare in eterno.

Si tenga presente che tra qualche settimana io potrò inserirmi nella II fascia delle Graduatorie di Istituto (Abilitati) per il trienni 2017/2020, ma solo per fare supplenze, fatto salvo il limite (max 36 mesi) previsto dalla riforma nm. 107/2015, per poi riscrivermi all’Università (alla non più tenera età di 48 anni) per conseguire da abilitato e da insegnante a tutt’oggi in servizio presso una Istituzione Scolastica Statale, un nuovo percorso formativo Triennale. COMPLIMENTI!

4. Il bando dell’ultimo concorso (davvero molto severo!) prevedeva una percentuale massima del 10% di idonei, che con un colpo di spugna, il solito duo delle meraviglie, stravolge con una rettifica a concorso già effettuato le regole del gioco, dicendo che dal 1 settembre 2017, saranno assunti anche gli idonei oltre il 10% (una volta quando si emettevano testi di aventi valore di norme c’era una certa affidabilità, oggi sono più affidabili gli oroscopi!). Come uno Stato potrà chiedere rispetto da parte dei propri cittadini delle leggi se il primo è lui che cambia per convenienza o interessi di parte la carte in tavola?

5. Sento parlare di precari storici, vorrei puntualizzare che all’interno delle Graduatorie di Istituto come all’interno delle Graduatorie ad esaurimento, ci sono sicuramente precari, ma ci sono anche persone che hanno presentato domanda ma poi per svariati motivi, familiari e di convenienza economica non hanno esercitato la professione, come ci sono persone che abilitandosi dopo l’ultima apertura delle Graduatorie di Istituto, hanno avuto la possibilità, stabilita dalla legge, di inserirsi con delle finestre semestrali, mentre per chi sta lavorando in questo momento, nulla di nulla.

6. Mi si consenta un’ultima considerazione di carattere umano, in quanto non siamo robot ma persone, si pensi con quale animo si entra in classe e si guardi in faccia i ragazzi, parlando di diritti e di principi che tutelino le persone, pensando che si dovrà interrompere il proprio percorso professionale. Ma la tutela degli studenti, l’amore verso la professione e il rispetto verso l’Istituzione Scolastica (non certamente verso chi la governa!), faranno si che tutto dovrà essere rimosso per garantire innanzitutto il miglior percorso formativo degli studenti. 

di Francesco Tripodi

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