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Famiglie povere: in 10 anni mezzo milione in più

Lunedì, 13 Marzo 2017

Nel 2015 è stata superata quota un milione e mezzo di famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta in Italia.

Dieci anni prima i nuclei in difficoltà erano meno di un milione, che vuol dire un incremento del 63,4% (da 968.000 del 2006 si è passati a 1.582.000).

Per capire quale sia la portata effettiva del crescente disagio occorre però passare ai dati relativi agli individui che compongono le famiglie, che sono passati da 2,3 milioni a 4,6 milioni. I dati contenuti negli archivi dell'Istat, ed elaborati dall'Adnkronos, mostrano gli effetti della crisi che il governo cerca di fronteggiare con l'introduzione del reddito d'inclusione.

 

TUTTI I TESTI / DELEGHE LEGGE N. 107/2015 

  > FORMAZIONE INIZIALE
  • Atto n. 377   • Relazione

  > SOSTEGNO E INCLUSIONE
  Atto n. 378   • Relazione

  > ISTITUTI PROFESSIONALI
  • Atto n. 379   • Relazione

  > INFANZIA - SISTEMA INTEGRATO 0-6 ANNI
  • Atto n. 380   • Relazione

  > DIRITTO ALLO STUDIO
  • Atto n. 381   • Relazione

  > VALORIZZAZIONE PATRIMONIO
  • Atto n. 382   • Relazione

  > SCUOLA ITALIANA ALL'ESTERO
  • Atto n. 383   • Relazione

  > CERTIFICAZIONE COMPETENZE ED ESAMI DI STATO
  • Atto n. 384   • Relazione

 

Il primo step prevede l'introduzione di un sussidio che potrà arrivare fino a 480 euro mensili, per circa 400.000 famiglie e quasi 2 milioni di persone. Il piano nella, sua versione conclusiva, dovrebbe essere esteso a tutta la platea dei nuclei in difficolta, con un costo stimato in poco meno di 7 miliardi di euro.

I dati dell'Istituto di statistica rivelano che il trend di crescita del disagio supera di molto l'incremento della popolazione complessiva.

Rispetto al totale delle famiglie residenti, passate da 23,6 milioni a 25,8 milioni, la percentuale di quelle che si trovano in una situazione di disagio registra un incremento di due punti percentuali: dal 4,1% del 2006 al 6,1% dell'ultimo anno disponibile. A livello territoriale quasi la metà dei nuclei in difficoltà si concentra nel Mezzogiorno, dove da 460.000 unità si è saliti a 744.000 (+61,7%). Al nord le famiglie in difficoltà sono passate da 376.000 a 613.000 (+63%) mentre al centro da 133.000 si è arrivati a 225.000 (+69,2%).

La situazione di maggiore difficoltà del Sud, rispetto al resto del Paese, risulta anche dal rapporto tra il totale delle famiglie che vive sul territorio (8,2 mln) e la quota di quelle in difficoltà, che arriva al 9,1%. Al centro, dove sono residenti 5,3 milioni di famiglie, la percentuale di quelle in difficoltà si ferma al 4,2%; mentre al Nord su un totale di 12,3 milioni di famiglie, quelle povere rappresentano il 4,9%.

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