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Blog Nicola Bruni

Un Senatino da burla nella riforma costituzionale "Boschi Verdini"

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   Dovrebbe lavorare giorno e notte il nuovo Senato previsto dalla riforma costituzionale "Boschi Verdini" per rispettare le scadenze strettissime assegnategli dal "bosco-verdino" articolo 70:  appena 10 giorni per chiedere di esaminare ogni singolo disegno di legge di competenza "non paritaria" approvato dalla Camera, e non più di 30 giorni per deliberare eventuali proposte di modifica, sulle quali poi sarebbe la Camera a pronunciarsi in modo definitivo.

   Se questi tempi "ghigliottina" non venissero rispettati, il Senato decadrebbe dal diritto di mettere bocca (magari per eccepire sulla competenza paritaria), e comunque la Camera avrebbe la prerogativa di non conformarsi alle proposte dei senatori, il cui lavoro sarebbe vanificato.

Ma come potrebbe il Senato rispettare scadenze a 10 e a 30 giorni se - stando a quanto dichiarato in tv dal presidente del Consiglio Renzi  - si riunisse  solo una volta al mese - e difficilmente potrebbe fare di più -, perché i suoi componenti, consiglieri regionali e sindaci, hanno anche molto altro di cui occuparsi?

   Dunque, al posto dell'attuale Senato "paritario" ed elettivo  ci verrebbe rifilato dalla riforma sottoposta a referendum un finto, inutile e non eletto Senato di serie B, che tuttavia manterrebbe in vita il costosissimo apparato burocratico dell'assemblea di Palazzo Madama con gli "stipendi d'oro" dei suoi numerosi dipendenti.  

   Un Senato che avebbe come scopo principale quello di garantire l'immunità parlamentare (divieto di arresto, di perquisizione e di intercettazione telefonica) a 74 consiglieri regionali e a 21 sindaci, scelti dai partiti, anche per eventuali reati connessi alla loro funzione di amministratori locali.

   D'altra parte, il calendario dei lavori della Camera potrebbe essere quasi interamente scritto dal Governo, al quale la riforma attribuisce la facoltà di chiedere una corsia prioritaria con pronuncia definitiva dell'assemblea entro 70 giorni per i suoi disegni di legge.

   In questi casi le scadenze per eventuali controproposte del Senato si ridurebbero a 5 e 15 giorni. Una burla, per un organismo da riunire solo una volta al mese, che potrebbe incentivare i conflitti di competenza tra le due Camere di fronte alla Corte Costituzionale e complicare anziché semplificare il procedimento legislativo.

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Romano, sposato, padre di due figli, nonno di due nipoti, giornalista e scrittore, curatore del giornale online Belsito con vista, già insegnante di lettere. E’ autore del libro "Ad cathedram - Spirito e materie", edito da La Tecnica della Scuola