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Blog Anna Maria Bellesia

Prima la “Madre Terra”: la giornata mondiale 2016 conta di più

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Il 22 aprile 2016 ricorre l’Earth Day, ovvero la Giornata mondiale della Terra. La ricorrenza quest’anno sembra essere più importante del solito, perché viene dopo la conferenza sul clima di Parigi del 2015, dopo l’enciclica «Laudato si’» di papa Francesco, e in concomitanza col referendum “anti-trivelle” del 17 aprile, che sta mobilitando tutti coloro che sono sensibili e attivi verso le problematiche ambientali.

L’idea di una Giornata della Terra dedicata alla salvaguardia delle risorse naturali è nata nel 1970 negli Usa, dopo il primo enorme disastro petrolifero accaduto l’anno prima sulle coste di Santa Barbara in California, causato dal guasto ad un pozzo nel quale si stavano eseguendo trivellazioni offshore. Nel 1971, l’Earth Day ha ottenuto il patrocinio e l’ufficializzazione dell'Onu.

Da allora sono passati 45 anni, e i problemi non hanno fatto che aggravarsi. I disastri come quello del 1969 si sono ripetuti più volte. Il più grave degli ultimi anni è accaduto il 20 aprile 2010 quando l'esplosione di una piattaforma nel Golfo del Messico causò la fuoriuscita di quattro milioni di barili di greggio che inquinarono il mare e la costa per 85 giorni prima che fosse possibile bloccare il pozzo. Morirono undici lavoratori.

Il motivo per cui nove Regioni italiane hanno promosso il referendum abrogativo del 17 aprile 2016 è proprio quello di fermare le attività estrattive entro 12 miglia dalla costa allo scadere delle concessioni, e non prorogarle senza limiti temporali come vorrebbe il governo Renzi.

Gli investimenti futuri guarderanno alle energie sostenibili e non più al settore delle energie fossili, come è emerso chiaramente dalla ventunesima conferenza mondiale sul clima che si è tenuta a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015. L’obiettivo stabilito è di limitare il riscaldamento globale al di sotto dei due gradi in più. L’impegno sarà vincolante e vedrà un aiuto tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo. Per entrare in vigore nel 2020, l’accordo deve essere ratificato da almeno 55 paesi che rappresentano complessivamente il 55 per cento delle emissioni mondiali di gas serra.

Alcune associazioni ambientaliste tuttavia sostengono che l’accordo non sarà sufficiente a evitare un surriscaldamento globale inferiore ai 3 gradi entro il 2050 con scenari devastanti.

Il futuro non è così lontano. Già guardando all’oggi, c’è molto da preoccuparsi. Una puntata di Presa Diretta del 28 febbraio 2016 ha documentato cosa sta succedendo in Bolivia, paese in parte andino in parte amazzonico, che negli ultimi 15 anni ha subito gli effetti sconvolgenti del riscaldamento di un grado del pianeta. I cicli naturali delle stagioni sono cambiati, piove pochissimo, e quando piove le precipitazioni sono catastrofiche. Le malattie tropicali si estendono ad altre aree. La popolazione lascia i villaggi e si trasferisce nella capitale La Paz, una metropoli di 2 milioni di abitanti, aumentati del 50% negli ultimi 15 anni. Il ghiacciaio di Chacaltaya a 5200 metri di quota, non lontano dalla capitale, è sparito del tutto. Eppure la Bolivia concorre al riscaldamento globale con lo 0,04% di emissioni di CO2, contro il 16% degli Usa, il 28% della Cina e il 10% dell’Europa. Insomma subisce i danni e non ha avuto i benefici degli altri Paesi in termini di aumento del Pil.

La conferenza di Parigi ha portato alla piena la consapevolezza che il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente per la società umana e per il pianeta, da affrontare con la massima cooperazione possibile. Tuttavia la tutela dell’ambiente e il rispetto dovuto alla “Madre Terra” è qualcosa che va oltre le decisioni politiche. È un impegno etico capace di unire laici e credenti.

Per la “salvaguardia della nostra casa comune” è sceso in campo con tutto il suo peso anche papa Francesco con l’enciclica «Laudato si’» del 18 giugno 2015 che contiene “un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta”.

La Giornata mondiale della Terra è dunque un’occasione per informarsi, riflettere, fare educazione, staccare dal mondo virtuale per aprire gli occhi su quello reale, il Pianeta che ci ospita e che lasciamo ai nostri figli.

 

LINK

La puntata di PresaDiretta “Bolivia: il cambiamento climatico e i suoi effetti” del 28 febbraio 2016 su Rai3 si può vedere a questo link:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-dfe6b357-217e-4a1a-82b2-3476a7a58623.html

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Docente di materie letterarie nella scuola secondaria di II grado e giornalista pubblicista. Laureata in storia moderna con pubblicazioni storiografiche, si interessa di politica scolastica, ambiente, arte. Dal 2007 collabora con La Tecnica della Scuola.