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Blog Lucio Ficara

Petizione per fare ritirare la chiamata diretta

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Abbiamo voluto sentire il prof. Salvo Amato, uno tra i promotori della Petizione "Ritirate la chiamata diretta degli insegnanti" ( per partecipare alla petizione segui il link) . Gli abbiamo posto qualche domanda: 

Come considera la norma della legge 107/2015 che da ai dirigenti il potere di scegliere i docenti titolari di ambito per conferirgli un incarico triennale nella propria scuola?

La chiamata diretta da parte dei Dirigenti Scolastici è una norma illegittima che viola le norme della costituzione e precisamente l’articolo 33 che individua la formazione come un atto libero da parte del docente senza condizionamenti esterni di alcun tipo. Essa viola anche l’articolo 97 della costituzione che indica che le nomine dei dipendenti della PA vengano fatte rispettando le norme sulla trasparenza. Lo strumento messo in atto nella legge 107 si presta a meccanismi di corruzione e mancanza di trasparenza per tanti motivi. Il primo riguarda il colloquio da parte dei Dirigenti Scolastici da effettuarsi nel mese di agosto in modo sbrigativo, senza adeguata trasparenza come si richiede alla pubblica amministrazione. Si calcola che oltre 120.000 docenti verranno sottoposti a questo tipo di selezione umiliante, incostituzionale e lesiva della dignità della professione.

 

Cosa chiedete con la vostra petizione?

Chiediamo il blocco della chiamata diretta Chiediamo al ministro Giannini di bloccare la procedura della chiamata diretta e introdurre criteri oggettivi che automatizzino l’accesso di diritto alle scuole dove i docenti chiederanno di andare. Criteri già da anni utilizzati nelle graduatorie interne di istituto per nulla legati a titoli di dubbia validità né a valutazioni affrettate da parte dei Dirigenti Scolastici. Noi Insegnanti chiediamo pertanto l’immediato blocco delle procedure della selezione dei docenti che trasformeranno le dirigenze delle scuole in pessimi uffici di collocamento dove si avvieranno operazioni per nulla trasparenti sulle assunzioni e assegnazioni dei docenti nelle scuole.

Con le nuove norme sulla mobilità e la conseguente chiamata diretta, cosa prevede accadrà?

 

Mobilità e chiamata diretta: caos assicurato In questi giorni si stanno ultimando le operazioni di mobilità su ambito. Anche in questo caso denunciamo una pericolosa mancanza di trasparenza. Infatti, non si aspetteranno i tempi tecnici affinché i docenti possano verificare i risultati provvisori, fare eventuali reclami e ottenere risultati definitivi. E’ una corsa contro il tempo, quella della chiamata diretta. Non si fa in tempo a ricevere l’esito della mobilità che ci si deve mettere sotto a scrivere curricula alle scuole dell’ambito in cui si è andati a finire. Tutto in pochissimi giorni, poi si attenderanno le convocazioni dei DS per colloqui.

Cosa ci dice sui tempi ristretti per avviare questo nuovo sistema di assegnazione dei docenti alle scuole?

 Ci si chiede se sia lecito obbligare un docente in ferie a rientrare per doversi occupare della chiamata diretta compilando domande a decine di scuole e attendendo per diversi giorni i colloqui dei presidi. Staremo a vedere come potrà organizzarsi in 3-4 giorni un docente per sostenere anche 10 colloqui in altrettante scuole anche a ferragosto. Ci si chiede se sia normale che una scuola con organico ATA dimezzato, Dirigente e docenti in ferie programmate, debba poter portare avanti una cosa così delicata come la chiamata diretta. E’ evidente che anche in buona fede la fretta ed il caos delle operazioni porteranno quasi certamente violare le più elementari norme sulla trasparenza.

Vuole fare un appello a qualcuno per arginare il problema chiamata diretta?

Un appello ai DS: non nominate nessuno! Nonostante non sia esplicitamente previsto dalla normativa c’è una via di uscita che i Dirigenti Scolastici più capaci ed intelligenti sicuramente potranno adottare. E’ una via d’uscita che sta prendendo piede in alcune province: si tratta di non emettere alcun bando per la chiamata diretta. Se i DS non emettono bando, la scuola da loro diretta non mette in moto alcun meccanismo di scelta e attenderà le nomine d’ufficio come sono state sempre fatte. In quelsto modo i dirigenti eviteranno di incorrere in contenziosi legali, porteranno la scuola al riposo che merita e sicuramente otterranno il personale di nuova dotazione con gli stessi mezzi usati in passato ovvero senza alcun peggioramento dell’offerta formativa. Non è un atto illegale ma esso rientra nella facoltà del DS poiché che così facendo non va incontro a nessuna sanzione a differenza di come capita leggere in questi giorni tra i comunicati di ANP. Ci auguriamo che questo strumento lesivo della dignità dei docenti venga bloccato in tutti i modi, speriamo che la nostra petizione arrivi al Ministro e soprattutto al Presidente Cantone con tutte le preoccupazioni doverose da parte di tutto il mondo della scuola

 

 

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Docente di matematica e fisica nei licei scientifici, presidente Proteo Fare Sapere per la provincia di Reggio Calabria e presidente direttivo regionale della Calabria della Flc-Cgil, studioso di legislazione scolastica e del contratto di lavoro del personale scolastico.