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Blog Nicola Bruni

Perché NO alla riforma costituzionale "Boschi Verdini"

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Ecco dieci buoni motivi per dire NO alla riforma costituzionale "Boschi Verdini":

1 - Perché non si cambiano 47 articoli della Costituzione di tutti gli italiani con una maggioranza parlamentare risicata, rappresentativa di una minoranza del corpo elettorale e formata in buona parte al Senato da transfughi dei partiti che si presentarono al voto degli elettori nel 2013.

2 - Perché l’attuale Parlamento di nominati, eletto con una legge maggioritaria dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, non è politicamente e moralmente legittimato a riformare la Costituzione.

3 - Perché questa riforma è stata concepita, in accoppiata con la legge elettorale cosiddetta Italicum, per impiantare un sistema politico che abbia “un uomo solo al comando”. Il “combinato disposto” era stato confezionato su misura per le ambizioni di Renzi, ma ora che gli orientamenti elettorali stanno mutando potrebbe mandare al potere un prestanome di Grillo o un Trump-Salvini, e in futuro un potenziale dittatore come in Turchia.

4 - Perché solo la vittoria del "no" garantirebbe una modifica della nuova legge elettorale per la Camera che, con il ballottaggio, assegna il 55 per cento dei seggi e quasi tutto il potere a un partito che abbia ottenuto il 25-30 per cento dei voti validi (pari al 15-20 per cento dell’elettorato).

5 - Perché il bicameralismo paritario di Camera e Senato ha finora consentito di ponderare meglio la formulazione delle leggi e in molti casi di correggere errori dovuti a improvvisazioni o a colpi di mano assembleari. Persino l'attuale Governo si è servito del Senato per modificare o cancellare norme sbagliate votate dalla Camera.

6 - Perché la riforma, togliendo ai cittadini il diritto di voto per il Senato, che diventa un "Senatino" di nominati con doppio incarico e con poteri ridotti, e subordinando il calendario dei lavori della Camera alle priorità del Governo, contraddice i princìpi della sovranità popolare e della democrazia rappresentativa.

7 - Perché le norme della "Boschi Verdini"  sulla distinzione di competenze tra Camera e Senato si prestano a sviluppare un contenzioso davanti alla Corte Costituzionale sui temi di competenza mista, e quindi a complicare anziché semplificare il procedimento legislativo.

8 - Perchè la riforma riduce i poteri delle sole Regioni a statuto ordinario mentre mantiene intatti i privilegi delle cinque Regioni a statuto speciale, accentuando una disparità di trattamento contraria al principio costituzionale di uguaglianza.

9 - Perché la riforma è scritta male (addirittura con errori di sintassi), in uno sciatto e ingarbugliato  "legalese", incomprensibile per il cittadino medio.

10 - Perché è una riforma che divide gli italiani, mentre la Costituzione della Repubblica dovrebbe unirli.

*

Prima di cambiare "la Costituzione più bella del mondo", bisognerebbe applicarla, a cominciare dalle norme fondamentali sul diritto al lavoro e sulla tutela della famiglia, ampiamente eluse.

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Romano, sposato, padre di due figli, nonno di due nipoti, giornalista e scrittore, curatore del giornale online Belsito con vista, già insegnante di lettere. E’ autore del libro "Ad cathedram - Spirito e materie", edito da La Tecnica della Scuola