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Blog Aluisi Tosolini

Peeple: un'app molto rischiosa per gli educatori

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Si chiama Peeple. E' un'app.

Oggi si fanno app per qualunque cosa e così Nicole McCullough e Julia Cordray, le due canadesi fondatrici di Peeple, hanno pensato bene di realizzare una applicazione che permetta a chiunque di esprimere giudizi e pareri su una singola persona.

Da quello che si legge in rete i giudizi saranno espressi utilizzando le stelle, come si fa con gli alberghi, i ristoranti, facebook ecc.. 5 stelline da colorare di giallo.

Leggo su La Stampa (ma le stesse info sono al centro di altre decine di articoli) che l'app prevede una iscrizione, che bisognerà dimostrare di avere 21 anni o usare il proprio account su Facebook. Visto che tutto deve avvenire in maniera trasparente sarà forse necessaario il proprio "vero nome". Insomma: tutte robe superabili oggi anhe da un ragazzino delle elementari.

Per far partire una recensione bisogna poi prima dichiarare in quale ambito si vuole inserire la persona (personale, professionale, romantico) e, se questa non è già presente nel database, dimostrare di possedere il suo numero di cellulare. 

Ne nascerà un catalogo umano dove ognuno potrà dire la sua su chiunque altro senza che costui possa fare molto per cancellarsi dalla piattaforma.

Del resto, se oggi è possibile esprimere un giudizio su qualunque cosa  (libri, prestrazioni professionali, case, alberghi, cene e pranzi, viaggi, compagnie ecc) perchè non anche sulle persone? E' quel che pensa il Washington Post partendo dall'assunto che tanto ormai siamo tutti in rete e tutto avviene in rete. Quindi, visto che c'è il terremoto tanto vale danzare.

Il che vuol anche dire che si apre una stagione di cyber bullismo di massa. L'app potrà ad esempio essere utilizzata volutamente da gruppi di persone in chiave delegittimatoria oppure diffamatoria contro altre persone.

E, a occhio, i primi a correre questo rischio sono i docenti, il personale educativo, i medici e il personale sanitario. 

Se mai Peeple arriverà in rete saranno problemi per molti: il giudizio che un tempo non oltrepassava i confini delle chiacchiere da bar di paese ora potrà allargarsi a livello planetario.

In una bulimia di stelline che annaspano in un cielo sempre più buio.

 

 

 

 

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Filosofo e pedagogista pone al centro dei suoi interessi l’interazione tra linguaggi digitali, processi educativi e dimensione globale della formazione. Dirigente scolastico, ha insegnato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e all’Università di Parma.