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Blog Aluisi Tosolini

In memoria di Antonio Papisca, maestro dei diritti umani

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papisca

Antonio Papisca, il prof. Antonio Papisca, ci ha lasciato ieri mattina 16 maggio. La morte è arrivata all’improvviso, portando via un amico ed uno dei principali difensori dei diritti umani dei nostri giorni. 

Conoscevo Antonio da oltre 30 anni: la prima volta ci eravamo incontrati alla sala Verdi della Camera di Commercio di Parma ad un convegno organizzato da Missione Oggi, la rivista di cui allora ero il condirettore, sul tema delle obiezioni di coscienza e l’impegno per la pace.

L’ultima volta ci siamo visti questo autunno, alla sala Capitini di Perugia, il pomeriggio precedente la marcia Perugia Assisi. Lucidisso, umilissimo, sapientissimo. A 80 anni era lì con il suo discepolo Marco Mascia a portare a 500 studenti il suo sguardo capace di penetrare con profondità i temi della pace e dei diritti umani.

“Con lui – scrive Flavio Lotti del Coordinamento degli eneti locali per la pace e diritti umano -  il popolo della pace perde una delle sue guide più significative, uno dei suoi animatori più instancabili. I suoi insegnamenti e le sue lezioni sono stati il punto di riferimento del pacifismo politico cresciuto in Italia a partire dagli anni '80 come non è accaduto in nessun'altra parte del mondo. Antonio era un uomo straordinario, animato da una grande fede in Dio e nella persona umana, capace di saldare la mente al cuore e alla coscienza. Ma era anche tanto riservato e umile da non rincorrere mai la luce dei riflettori mediatici. Per questo molti non sanno quanto grande sia stato il suo contributo alla crescita nel nostro paese di un'autentica cultura della pace”.

Antonio Papisca è stato uno studioso, un ricercatore, un intellettuale impegnato come pochi altri in tutti quei movimenti della società che generano cambiamento, partecipazione, impegno trasformatore. E’ stato un grandissimo docente universitario che ha testimoniato direttamente la scelta della pace e dei diritti umani nella stagione buia del ’77 quando a Padova imperava il suo collega Toni Negri e la sua esaltazione della violenza rivoluzionaria che tanti nefasti lutti e danni ha seminato in Italia.

Docente di Relazioni internazionali è stato Preside di facoltà a Scienze politiche dal 1980 al 1983 e punto di riferimento per generazioni di studenti. Nel 1982 Papisca ha fondato il Centro di studi e di formazione sui diritti della persona e dei popoli, poi denominato Centro di Ateneo per i diritti umani, per promuovere ricerche e pubblicazioni sulla pace e la democrazia.

Grazie a lui molte delle intuizioni dei movimenti che lottano per la pace e diritti umano hanno assunto la forma di un pensiero politico, giuridico e istituzionale. Antonio credeva fortemente nelle istituzioni e nella via istituzionale alla pace. "Dal quartiere all'Onu" come amava dire sempre, descrivendo efficacemente il campo d'azione dei costruttori di pace. Dal piccolo al grande, dal locale al globale. 

“Grazie a lui – continua la testimonianza di Flavio Lotti - la nostra idea di pace è diventata "positiva", i diritti umani sono diventati la bussola del nostro impegno culturale e politico, il nostro ripudio della guerra è diventato più consapevole e radicale, l'Onu è diventato "l'Onu dei popoli", la diplomazia è diventata la "la diplomazia dei popoli e delle città", la pace è un diritto umano finalmente riconosciuto (seppur ancora timidamente) dalle Nazioni Unite”. 

Ho sempre guardato ad Antonio come un grande saggio vecchio stampo. Capace di lavorare con i giovani, di coltivare talenti, di curare volumi didatti come quello per i 50 anni dell’Onu cui abbiamo lavorato assieme, come a tomi densissimi di sapere e competenze giuridiche come il volume che ho qui sulla cattedra e che mi ha regalato tre anni fa assieme a Marco Mascia.
E’ soprattutto grazie ad Antonio se in questi anni la cultura della pace e dei diritti umani ha avuto spessore, si è fatta proposta concreta e a piccoli pazzi è avanzata nel corpus giuridico internazionale e nazionale.

Grandissimo conoscitore delle istituzioni internazionali affascinava quando raccontava dei piccoli ma fondamentali passi compiuti da un emendamento lungo la tortuosa strada della normativa. E sapeva convincere e scaldare gli animi quando chiedeva il supporto dei cittadini e delle istituzioni locali per saldare i diversi passaggi.

Passeggiare con lui lungo le vie di Assisi e frequentarlo in molti convegni e momenti di riflessione è stato per me un privilegio.

Grazie Antonio. Grazie per lo spirito di passione e di fiducia che ci ha sempre regalato.

Grazie !

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Filosofo e pedagogista pone al centro dei suoi interessi l’interazione tra linguaggi digitali, processi educativi e dimensione globale della formazione. Dirigente scolastico, ha insegnato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e all’Università di Parma.