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Blog Nicola Bruni

Il lager di Dachau, scuola nazista di terrore

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Funzionò per 12 anni a Dachau, nei dintorni di Monaco di Baviera, il prototipo dei campi di lavoro e sterminio che i nazisti impiantarono nei territori occupati durante la Seconda guerra mondiale.

Allestito nel marzo 1933, poco dopo l’ascesa al potere di Hitler - inizialmente per rinchiudervi cittadini tedeschi ostili al regime, ebrei, zingari, testimoni di Geova, omosessuali e “asociali” - fu scoperto per caso e liberato il 29 aprile 1945 da una colonna di soldati americani che aveva sbagliato strada, prima che i 32.335 deportati superstiti - quasi tutti stranieri - fossero eliminati.

Qui si esercitarono, imparando il “mestiere” di aguzzini e assassini, migliaia di guardiani delle SS, che poi avrebbero vessato, torturato, terrorizzato e sterminato milioni di esseri umani, in maggioranza ebrei, in una vasta rete di lager.

Qui i detenuti non avevano nessun diritto, ed erano trattati brutalmente come schiavi da sfruttare nel lavoro fino alla morte. Qui furono collaudati i modelli di camera a gas per stragi incruente di condannati, e di forno crematorio per la riduzione dei loro corpi in cenere e fumo. Qui cominciarono le sperimentazioni mediche su cavie umane.

Attraverso questo lager, dal quale dipendevano decine di campi satelliti presso fabbriche e aziende agricole, passarono oltre 200mila prigionieri (in parte poi trasferiti altrove).

Almeno 42mila vi persero la vita, prevalentemente per malattia non curata o sfinimento. Numerosi i polacchi e i sovietici. Tra gli schiavi registrati a Dachau si sono contati 2720 ecclesiastici di 24 Paesi. Dal settembre 1943 vi furono rinchiusi circa 9500 italiani, un centinaio donne, e uno su quattro vi morì.

In Baviera - come racconta la guida tedesca - a quel tempo molti sapevano, ma il consiglio era: “Sta’ zitto, o finisci a Dachau”.

*

Nella foto (di Nicola Bruni), forni crematori per i prigionieri assassinati nel lager di Dachau.

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Romano, sposato, padre di due figli, nonno di due nipoti, giornalista e scrittore, curatore del giornale online Belsito con vista, già insegnante di lettere. E’ autore del libro "Ad cathedram - Spirito e materie", edito da La Tecnica della Scuola