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Blog Lucio Ficara

Il Dirigente di ANP che insulta una maestra ha qualche problema irrisolto? (Pubblichiamo i chiarimenti del dirigente)

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La docente insultata da un dirigente nazionale dell’ANP che occupa anche una poltrona importante al CSPI, è di quelle persone che svolgono la loro professione con grande passione, è di quelle docenti che pensa che la Scuola Pubblica sia un patrimonio di tutti, che si dedica all’insegnamento dei valori della Costituzione. La docente insultata dal dirigente dell’Associazione Nazionale Presidi, è la maestra Monica Fontanelli che insegna in una scuola primaria di Bologna. Il torto di Monica è quello di avere un pensiero critico contro la riforma della scuola e di sostenerlo in modo legittimo.

Ma chi è il Dirigente ANP che la insulta attraverso un violento messaggio facebook e le cui frasi mai un vero uomo dovrebbe usare contro una donna, una maestra e una cittadina? Il suo nome non è importante, quello che è importante è invece il contenuto del suo messaggio. Quel pessimo messaggio forse aveva lo scopo di intimidire tutte le donne e tutte le maestre? Era un messaggio contro le maestre, le docenti e tutta la categoria che giudica in malo modo la riforma della scuola?

Ma cosa ha scritto questo esponente dell’ANP che non è nuovo a cose del genere? Riprendiamo il messaggio dalla pagina facebook della maestra Monica Fontanelli: “Leggo solo ora e per puro caso il suo miserevole testo che nemmeno entra nel merito di quanto avevo scritto. Lei usa un mio testo preciso e argomentato per i suoi patetici e lagnosi slogan "impregnati" (orrendo termine che usa lei) di ideologia assemblearistico - sovietica tra l'altro immiserita dall'empito fasullo tipico delle maestrine urlanti per la democrazia offesa e negata. Solo una cosa ancora e dopo bloccherò lei, con la sua brutta pagina, per evitare ogni possibile futuro disgusto provocato dalla stupidità delle sue vuote parole: il danno fatto da docenti come lei, alla scuola non è il contrasto sistematico (e qui sta il "contrastivo" che pure da  scemi avete ritenuto tanto offensivo quando invece dovreste esserne fieri, ma da stupidi non capite una minchia) alle leggi democraticamente approvate dal Parlamento (c'è da studiare signora mia! Non bastano le scuoline magistrali) il danno consiste nella sua mediocrità, nella povertà culturale nascosta dietro l'arroganza e la iattanza, nella sua pochezza e nell'arbitrio preteso e spacciato come libertà d'insegnamento,  nella    vigliaccheria nel rifiutare da sempre di essere valutati come ogni onesto professionista, nella presunzione di avere la verità rivelata, nella conseguente e totale mancanza di rispetto per chiunque non 'abiti' nella sua ottusità mentale ed esistenziale. Poveretta lei e i suoi amici mentecatti, usurpatori del nome di chi ha combattuto davvero per la libertà, libertà che lei mai riuscirà a capire cosa sia."

Personalmente mi indigno che possano esistere persone di scuola che utilizzano un linguaggio così violento e così poco istituzionalmente corretto, a prescindere come la si possa pensare su una riforma o sulla controriforma…Chiedo a donne di scuola come Stefania Giannini, Elena Centemero, Francesca Puglisi, Simona Malpezzi, Licia Cianfriglia , Silvia Chimienti, Maria Marzana e a tutte le donne che hanno a cuore l’educazione e il senso civico, di esprimere solidarietà alla maestra Monica Fontanelli e prendere le distanze da chi disonora il suo ruolo istituzionale e soprattutto utilizza la violenza verbale contro le donne. 

 

Letto il nostro articolo il Dirigente ANP Lamberto Montanari ci chiede diritto di replica

 

Una coda naturalissima

Bisogna tornare a Pirandello. Nella novella "Il treno ha fischiato" l'autore ha dato uno dei suoi insegnamenti maggiori: "Chi veda soltanto una coda, facendo astrazione dal mostro a cui essa appartiene, potrà stimarla per se stessa mostruosa. Bisognerà riattaccarla al mostro; e allora non sembrerà più tale; ma quale dev'essere, appartenendo a quel mostro. "Una coda naturalissima".

Altrettanto dicasi del carteggio tra me e la signora Fontanelli, che intanto doveva restare privato ed è stato arbitrariamente reso pubblico. La mia risposta - da sola - è la coda del mostro e come tale può apparire mostruosa, ma una volta riattaccata al carteggio (ovvero al mostro) apparirà quale dev'essere, "naturalissima".

La vicenda: ho trovato, dopo mesi, tra i messaggi privati di “Messenger”, un attacco violento contro un mio comunicato e contro la mia persona. In quel comunicato evidenziavo le manipolazioni e le strumentalizzazioni contro l’ANP “colpevole” di sostenere l’applicazione della legge 107.

 Nel testo della Fontanelli mi si descrive: “più che Putin, come un gerarca di altri periodi”, si paragona la legge 107 alle leggi razziali e ancora si tira in ballo il preside sovrano, la scuola verticistica e la distruzione della democrazia.

Di fronte a questi argomenti ed a queste offese non ho potuto non reagire, si ribella la mia storia personale di difensore e promotore, nella vita e nel lavoro a scuola ogni giorno, dei valori della libertà e della democrazia, attraverso le azioni concrete, compiute da anni nel territorio in cui vivo.

Ho reagito inviando all’autrice del messaggio privato un messaggio, a sua volta, privato e personale, con parole piene di rabbia, che non riscriverei solo perché non sono servite a rasserenarmi.

Morale della storia: o si usano gli strumenti della ragione all'interno di un dibattito argomentato, non caricaturale ed inutilmente ingiurioso ("tono da gerarchi" e simili, ad esempio) o si dà la stura ad aggressioni verbali che non si possono stigmatizzare dopo averle provocate. La demonizzazione dell'interlocutore fa sì che i toni si inaspriscano ed escano fuori dal controllo, con tutto quello che ne segue.

Rimettiamo sulla carreggiata corretta il confronto sulle idee e sulle posizioni differenti ed evitiamo per il futuro carteggi inutilmente diffamatori e scandalistici.

Lamberto Montanari

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Docente di matematica e fisica nei licei scientifici, presidente Proteo Fare Sapere per la provincia di Reggio Calabria e presidente direttivo regionale della Calabria della Flc-Cgil, studioso di legislazione scolastica e del contratto di lavoro del personale scolastico.