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Blog Nicola Bruni

I 60 anni di Cocco Bill, pistolero di Jacovitti

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Ho conosciuto il grande vignettista Benito Jacovitti, alias Jac (1923-1997), nella redazione romana del quotidiano Il Giorno, dove negli anni '80 andava a portare i suoi disegni. Lo ricordo alto, massiccio e con i capelli a spazzola, sempre molto cordiale. Raccontò che da ragazzo era così magro da meritarsi il soprannome di Lisca: di qui il suo vezzo di firmarsi nei fumetti con il simbolo di una lisca di pesce stilizzata. Ironizzava sul fatto che i suoi genitori lo avevano chiamato "Benito, Franco, Giuseppe", dicendo: "Mi manca solo Adolfo (che nel 1923 non era ancora al potere) per incarnare in me tutti i dittatori del secolo". 

 

Proprio per Il Giorno, 60 anni fa - il 28 marzo 1957 - Jacovitti creò il famoso personaggio Cocco Bill, pistolero western, goloso di camomilla e folle sparatore, che si accompagna al cavallo Trottalemme - mangiatore di spaghetti, fumatore e sputasentenze - e ha una buffa spasimante chiamata Osusanna. 

 

Le sue vignette umoristiche e caricaturali hanno rallegrato, fin dal 1940, diverse generazioni di bambini e adolescenti italiani - compresa la mia -, illustrando le pagine dei periodici Il Vittorioso, Il Giorno dei Ragazzi, Il Corriere dei Piccoli, Il Giornalino, Messaggero dei Ragazzi. Grande successo ottenne nelle scuole il suo Diario Vitt (due milioni e mezzo di copie dal 1949 al 1980), nel quale pubblicava anche un divertente JacOroscopo.

 

La caratteristica forma anatomica dei suoi personaggi, frenetici e strampalati clown con il faccione di gomma e il naso a melanzana, la loro espressione a volte gioiosa, a volte grottesca, il suo universo stranito e comicamente surreale, disseminato di salami, serpenti, lumaconi, lische di pesce, ossi, matite e rocchetti, che disegnava come riempitivi delle sue scenette, hanno reso Jacovitti popolare anche tra il pubblico degli adulti.

 

Il 60° compleanno di Cocco Bill è stato ricordato dal settimanale Famiglia Cristiana, con un'intervista di Tullia Degl'Innocenti a Luca Salvagno, discepolo e collaboratore del maestro Jac, che dopo la sua morte nel 1997 ha continuato fino al 2011 a mantenere in vita su Il Giornalino il famoso pistolero con altre comiche avventure.

Alla domanda sul perché Jacovitti metteva i salami nei suoi disegni, Salvagno ricorda che quando uscirono le sue prime vignette, nel 1940, c'era la guerra, la gente pativa la fame, e presentare quei bei salami già tagliati era un modo per stuzzicare l'appetito dei lettori e invitare a mangiarli con la fantasia.

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Romano, sposato, padre di due figli, nonno di due nipoti, giornalista e scrittore, curatore del giornale online Belsito con vista, già insegnante di lettere. E’ autore del libro "Ad cathedram - Spirito e materie", edito da La Tecnica della Scuola