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Blog Anna Maria Bellesia

Cattiva scuola: la supplentite sistematica fa più danni di un prof in congedo

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Ha suscitato clamore nazionale la presa di posizione di una dirigente scolastica di un istituto di Padova di fronte al caso di un docente titolare di cattedra, in congedo da inizio anno, che si è presentato a scuola solo un giorno, il 23 dicembre, per riprendere il congedo dal 9 gennaio. Questo rientro in servizio ha provocato il licenziamento di  una “brava” supplente, finalmente trovata in data 2 dicembre e rimasta in cattedra solo una ventina di giorni. Pochini forse per guadagnarsi il titolo di “brava”. Ma certo è stata una bella fatica trovarla dopo tre mesi da inizio anno scolastico.

Cosa è venuto a fare?” ha chiesto la preside al docente rientrato per un giorno in una lettera dell’11 gennaio pubblicata sul Corriere della Sera. Nel web si è scatenata immediatamente un’ondata di indignazione contro il prof  “assenteista” “da licenziare subito” e contro i privilegi assurdi della casta degli statali fannulloni.

Va detto che la norma consente di interrompere un congedo e poi di riprenderlo. Quindi niente da dire sotto il profilo della legittimità.Non voglio mettere in croce questo professore” ha infatti precisato la dirigente il giorno dopo, “penso però agli studenti e al loro diritto allo studio e voglio tutelarli”. “Chiedo al nuovo ministro di garantire anche i diritti dei ragazzi e non solo quelli dei professori”.

Evviva. Era ora che il diritto degli studenti al regolare apprendimento in continuità didattica diventasse un caso nazionale. Peccato però che il clamore suscitato abbia portato l’occhio a guardare il fuscello e non la trave.

La trave infatti è la supplentite devastante che abbiamo avuto da inizio anno scolastico fino a dicembre per effetto della legge 107, che Renzi e i suoi comunicatori hanno scelto di chiamare Buona Scuola.

Apriamo un giornale locale, quello di Vicenza, che già nei mesi precedenti ha dato ampio spazio al fenomeno supplentite. Titoli del 12 gennaio 2017: “Supplenze, l’anno peggiore di sempre”, “Cattedre vuote, mille docenti tornano al sud”. Studenti che hanno cambiato insegnanti due o tre volte, caos fino a Natale. In un istituto alberghiero ai primi di dicembre mancavano ancora 40 docenti.

Ma la legge 107 non doveva eliminare la supplentite come sbandieravano i suoi entusiasti sostenitori? Assolutamente no. Nella sola Vicenza si sono contati 900 incarichi di supplenza in più dello scorso anno. Nel Veneto sono 7000 i posti rimasti vacanti.

Il problema dunque è di sistema, e non di qualche singolo prof che utilizza norme che gli consentono di usufruire di qualche tipo di congedo o di ottenere una assegnazione provvisoria più vicino alla città dove ha lasciato la famiglia.

La girandola di docenti e i posti vuoti, il caos insomma, è stato generato dai meccanismi di assunzione previsti dalla legge 107. “La colpa è tutta del Ministero” dice chiaro e tondo il segretario dello Snals di Vicenza, Doriano Zordan, specialmente nell’immissione in ruolo dei 55mila insegnanti di potenziamento senza alcun filtro, senza alcun criterio, senza tenere conto delle esigenze delle scuole, prima spostando migliaia di docenti da sud a nord, e poi consentendo le assegnazioni provvisorie col ritorno al sud, a cui si sono aggiunti i ricorsi di chi ha ritenuto lesi i propri diritti derivanti dal punteggio in graduatoria. “Per questo stiamo chiedendo al nuovo ministro Fedeli che al tavolo della mobilità vengano modificati i criteri”, aggiunge Massimo Gennaro della Cisl vicentina.

Di tutelare il diritto allo studio e di garantire il regolare apprendimento degli alunni attraverso la continuità didattica sembrano essersene scordati per primi i fautori della riforma chiamata Buona Scuola e chi l’ha gestita.

Peccato che il caso sollevato dalla preside dell’istituto di Padova abbia scatenato l’opinione pubblica solo contro gli statali “assenteisti e privilegiati” e non contro i veri artefici di un caos da annus orribilis.

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Docente di materie letterarie nella scuola secondaria di II grado e giornalista pubblicista. Laureata in storia moderna con pubblicazioni storiografiche, si interessa di politica scolastica, ambiente, arte. Dal 2007 collabora con La Tecnica della Scuola.