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Blog Nicola Bruni

C'eravamo tanto odiati. Italia, Slovenia e Croazia oggi riconciliate nell'Unione europea

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    C’eravamo tanto odiati, tra italiani e iugoslavi sloveno-croati. I rapporti tra i due popoli nel secolo scorso erano stati avvelenati, da entrambe le parti, con vessazioni, persecuzioni, violenze, massacri di innocenti, politiche di “snazionalizzazione”, “bonifiche etniche”, deportazioni, esodi forzati in massa.

    I picchi contrapposti della ferocia xenofoba erano stati toccati, rispettivamente, dal regime fascista di occupazione italiana della Slovenia tra il 1941 e il 1943, e dai partigiani comunisti iugoslavi con le stragi terroristiche delle foibe (e non solo) in Istria tra il 1943 e il 1947, che provocarono la fuga di 350mila italiani dai territori della Venezia Giulia e della Dalmazia, poi annessi alla Iugoslavia in base al Trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947.

    Il triste anniversario di quel "Diktat" - che segnò la punizione dell'Italia sconfitta per aver partecipato alla guerra mondiale di Hitler - è stato assunto, da una legge del 2004, come "Giorno del ricordo" del martirio nelle foibe e della cacciata dalle loro terre dei giuliani, fiumani e dalmati di lingua italiana. Terre (comprendenti le antiche città di Capodistria, Pola, Fiume e Zara) che per secoli erano state popolate in maggioranza da italofoni ma con radicate presenze di comunità slovene e croate, specialmente nelle campagne.

    La tragedia delle foibe, profonde cavità carsiche in cui furono gettati e fatti sparire migliaia di italiani dell'Istria, è stata dolorosamente rievocata dallo scrittore friulano Carlo Sgorlon nel romanzo "La foiba grande" (1992).

    Poi, ad un certo punto, per grazia di Dio, la storia ha cominciato a voltare pagina verso la riconciliazione e gli accordi di pace: dal 1975 (Trattato di Osimo) con la Iugoslavia comunista, dal 1991 con le repubbliche indipendenti e democratiche di Slovenia e di Croazia.

    Nel 2004 la Slovenia, con il consenso dell'Italia, è stata accolta nella Nato e nell’Unione europea, e nel 2007 ha adottato come moneta l’euro. La Croazia nel 2009 è entrata nella Nato e dal 1° luglio del 2013 è diventata il 28° membro dell'Ue.

    Così, abbattuti i muri della diffidenza e aperte le frontiere, oggi italiani, sloveni e croati si comportano da buoni vicini di casa, con reciproco vantaggio, come dimostrerebbe anche lo straordinario sviluppo economico realizzato dal nostro Triveneto negli ultimi 25 anni.

 *

Nella foto (di Simonetta Di Zanutto) la linea di confine tra Italia e Slovenia sul selciato di Piazza Transalpina a Gorizia, dove tra il 1947 e il 2004 era stato eretto un muro che divideva la città.

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Romano, sposato, padre di due figli, nonno di due nipoti, giornalista e scrittore, curatore del giornale online Belsito con vista, già insegnante di lettere. E’ autore del libro "Ad cathedram - Spirito e materie", edito da La Tecnica della Scuola