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Blog Nicola Bruni

Se dovessi tradurre nel moderno politichese “Il Principe”, di Niccolò Machiavelli, lo intitolerei “Il Premier”. In quel trattato del 1513 su come conquistare o mantenere il potere, il “Segretario fiorentino” vaticinava l’avvento in Italia di un “principe nuovo”. Al quale consigliava di perseguire il suo fine con qualsiasi mezzo: “Facci adunque uno principe di vincere e mantenere lo stato: e mezzi saranno sempre iudicati onorevoli”. Inoltre suggeriva, come metodo di governo, che “le iniurie [ingiustizie] si debbono fare tutte insieme, acciocché, assaporandosi meno, offendino meno; e' benefizi si debbono fare a poco a poco, acciò si assaporino meglio”. Cinque secoli...
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in Uncategorized 2295
  L’Inno di Mameli - inno nazionale di fatto, ma non di diritto, dal 1946 - dovrebbe essere insegnato in tutte le scuole, come stabilisce una leggina del 2012, che tuttavia non ha il coraggio di chiamarlo “inno nazionale”. D’altra parte, molto coraggio si richiede agli insegnanti per sostenere la validità di questa composizione retorica d’altri tempi come rappresentativa della nazione italiana di oggi, un testo che non è in sintonia con valori fondanti della Costituzione come la pace, da costruire anche attraverso l’adesione a organismi sovranazionali, e il ripudio della guerra. L’incipit “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta” non pone problemi....
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in Uncategorized 2043
La liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista cominciò il 25 luglio 1943, con il voltafaccia del re Vittorio Emanuele III che destituì il suo dittatore Mussolini; proseguì il 25 aprile 1945 con la vittoriosa insurrezione dei partigiani nell’Italia del Nord occupata dai nazisti, e giunse a compimento il 2 giugno 1946 con l’abolizione del potere monarchico, complice di quella dittatura. La celebrazione della data simbolica del 25 aprile serve a ricordare che nella primavera del 1945, per merito anche di quanti avevano combattuto nella Resistenza, il popolo italiano fu liberato da sei gravi calamità non naturali: dalla guerra, dalla dominazione tedesca,...
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in Uncategorized 1989
“Siamo il disonore, la vergogna dei governi”, cantavano amaramente gli emigranti italiani costretti a lasciare la loro terra e i loro affetti, per cercare lavoro e “fortuna” all’estero, proprio ai tempi della “Belle époque”. Si imbarcavano per la “Merica” (Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, Venezuela) o per l’Australia, o varcavano le Alpi - anche da clandestini - diretti in Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Inghilterra. Andavano a fare i lavori più umili e più pesanti, spesso disprezzati, insultati, criminalizzati, talvolta persino linciati. Nel quarantennio precedente lo scoppio della Grande Guerra, in cui la ricca borghesia europea si divertiva, e la monarchia...
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in Uncategorized 2548
  C’erano 54 alunni nella terza classe elementare del maestro Perboni, il primo giorno di scuola dell’anno 1881/82. Ma erano ancora pochi, secondo i parametri stabiliti dai governi sabaudi con la “politica della lesina”. Perciò, il quinto giorno, il direttore pensò bene di ficcarcene un altro, il cinquantacinquesimo. A un certo punto Perboni “dal troppo lavorare s’è ammalato: cinque ore di lezione al giorno, poi un’ora di ginnastica, poi altre due ore di scuola serale, che vuol dire sfiatarsi dalla mattina alla sera”. Siamo nella scuola municipale della Torino “umbertina” raccontata nel libro “Cuore” da Edmondo De Amicis. Lo scrittore attribuiva...
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in Uncategorized 2475
“Vorrei sapere - domandò Flavia durante l’ora di attualità della Terza D - perché nelle aule delle scuole pubbliche italiane, frequentate anche da non cristiani, si espone il Crocifisso”. L’insegnante di lettere, professor Nicolaus, rispose indirettamente, congratulandosi con la ragazza per essersi accorta che sulla parete di fronte a lei era appesa una statuina di Gesù inchiodato alla croce del suo martirio: “di quel Cristo - disse - dalla cui nascita ormai tutti nel mondo contano gli anni; di quel Maestro di vita che per primo, nella storia, riconobbe la pari dignità di tutti gli esseri umani, comprese le donne...
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in Uncategorized 3060
    Qual è, secondo il Pensiero omologato, lo scopo della settimana per gli italiani? Godersi il weekend. Ecco perché la fine della settimana è stata ribattezzata “il fine settimana” dai telegiornali del Bel Paese. I quali, poi, hanno esteso per analogia la mutazione di genere e di significato alla fine della vita, riproponendola come “il fine vita”. Il Pensiero omologato ci dice, infatti, che lo scopo della vita è la morte autogestita ma non bisogna chiamarla con questo brutto nome. Sono due perle che fanno da spia di un processo di “involgarimento” della lingua italiana “classica” in un parlato “italianese”,...
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in Uncategorized 1974
  Una vera “rivoluzione”, quella della Buona Scuola, annunciata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. O meglio, poiché si tratta di una rivoluzione calata dall’alto e che non parte dal basso, un vero “colpo di Stato”, che potrebbe cambiare drasticamente la vita delle singole scuole, ponendo un solo uomo al comando di ciascuna istituzione: il preside-padrone. Basta con le interferenze degli organi collegiali, basta con le rappresentanze sindacali: a decidere su tutto, o quasi, sarà il “ghe-pensi-mi” dirigente scolastico, già insediato o da insediare in ogni scuola. Nei casi in cui - per fortuna o per grazia di Dio - quel...
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in Uncategorized 32405
      Un giorno, a scuola, l’enfant terrible della Prima D annunciò che avrebbe cercato nel vocabolario di italiano le parolacce. Trovatane una, “divertentissima”, la mostrava ridacchiando ai vicini di banco. E poiché il prof gli tolse di mano quel divertimento, proclamò con l’aria di chi, a 11 anni, la sa già lunga: “Tanto, io, di parolacce, ce n’ho pieno un quaderno”. Il prof colse l’occasione per spiegare ai suoi alunnetti che in italiano “dire le parolacce si chiama turpiloquio”. “Turpi… che?”: i ragazzini stentavano a credere che per definire le “volgarità” ci fosse un termine così “raffinato”. Una bambina...
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in Uncategorized 2431
Ah, il buon tempo antico di quando frequentavo la scuola elementare! Con il grembiulino blu, il colletto inamidato e il fiocco bianco. A cavallo tra gli anni ’40 e ’50 del secolo scorso. Allora la nostra vita di bambini era scandita dai proverbi, celebrati dai maestri come “la saggezza dei popoli”. Il mio diario scolastico ne scodellava uno in ogni pagina, e io, che aspiravo ad essere una persona saggia, cercavo diligentemente di impararne l’arte e di metterla da parte. Fu così che mi abituai a dormire poco la notte, perché chi dorme non piglia pesci, ad alzarmi all’alba, perché il...
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in Uncategorized 2258
Non fu un vero “trattato di pace”, quello che l’Italia dovette a firmare a Parigi il 10 febbraio del 1947 con le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale, ma un “diktat” punitivo imposto senza possibilità di negoziato a un Paese nemico sconfitto e che si era arreso “senza condizioni” con i due armistizi, “corto” e “lungo”, del settembre 1943: cessione alla Iugoslavia di quasi tutta la Venezia Giulia (l’alta valle dell’Isonzo con l’entroterra fino al crinale delle Alpi Giulie, gran parte del Carso goriziano e triestino, l’Istria), delle città di Fiume e Zara e dell’isole della Dalmazia (Cherso, Lussino, Lagosta,...
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in Uncategorized 5476
      L’arcivescovo di San Salvador Oscar Romero fu assassinato “in odio alla fede”. Il suo martirio è stato riconosciuto ufficialmente da Papa Francesco, che il 3 febbraio 2015 ha firmato il decreto per la sua beatificazione. Un sicario sparò al cuore di quell’impavido testimone di Cristo il 24 marzo 1980 sull’altare mentre celebrava l’Eucarestia, nella cappella dell’Hospedalito oncologico dei poveri, dove umilmente abitava. L’omicida non fu identificato, ma l’opinione pubblica indicò come mandanti i capi dell’oligarchia che, nella piccola repubblica centro-americana di El Salvador, sfruttava i contadini e massacrava gli oppositori… con il sostegno “anticomunista” degli Stati Uniti. Il...
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in Uncategorized 1795
  Ho una grande stima del nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ho conosciuto di persona quando era ministro della Pubblica Istruzione, tra il 1989 e il 1990. Come giornalista specializzato nell’informazione sulla scuola e corrispondente del quotidiano Il Giorno di Milano, ne seguii per un anno l’attività di governo, partecipando alle sue conferenze stampa e registrando i suoi interventi in pubblici convegni. Allora potei apprezzarne l’equilibrio, la pacatezza, la sobrietà del linguaggio, la cortesia anche nel rispondere alle polemiche degli avversari, la capacità di mediazione politica e, soprattutto, il senso dello Stato. Il 13 giugno del 1990 andai a...
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in Uncategorized 2140
  Il 27 gennaio, a scuola, il professor Nicolaus celebrò il “Giorno della memoria” dei campi di sterminio nazisti, istituito con una leggina dal Parlamento italiano, nell’anniversario della liberazione del lager di Auschwitz (1945). Introdusse l’argomento porgendo ai suoi alunni tre foto in bianco e nero che lui stesso aveva scattato molti anni prima in un altro lager della Polonia, quello di Majdanek. La prima foto ritraeva una fila di baracche di legno e una torretta di sorveglianza, dietro un recinto di filo spinato. Nella seconda si vedeva la facciata di una baracca, con una targa accanto alla porta. La terza...
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in Uncategorized 2879
Conobbi Giorgio La Pira nel settembre 1962, a Firenze. Avevo vent’anni e partecipavo a un convegno studentesco internazionale organizzato dall’Unuri, l’Unione degli universitari italiani, nel Palazzo della Signoria. Alla seduta inaugurale intervenne il famoso “Sindaco santo” di quella città, che fece sonare “le trombe del Giudizio” - come disse scherzando - da valletti in costume del Rinascimento. Poi si mise a parlare con ampi gesti delle braccia, alternando battute di spirito a citazioni bibliche e ragionamenti sulla costruzione della pace. Il giorno dopo, lo incontrammo, io e due convegnisti africani, che camminava da solo in una via di Firenze: ci...
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in Uncategorized 7514
Non si può uccidere, per nessun motivo, in nome di Dio. Come hanno convenuto anche autorevoli esponenti religiosi islamici, sunniti e sciiti, sottoscrivendo il documento conclusivo dell’incontro Internazionale di dialogo tra religioni e culture che si è tenuto ad Anversa in Belgio nel settembre scorso, per iniziativa della Comunità di Sant’Egidio: “Ci assumiamo oggi la responsabilità della pace quando troppo pochi sognano la pace. Le religioni dicono oggi con più forza di ieri: non c’è guerra santa; l’eliminazione dell’altro in nome di Dio è sempre blasfema. L’eliminazione dell’altro, usando il nome di Dio, è solo orrore e terrore. Accecati dall’odio,...
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in Uncategorized 2676
Come abbiamo fatto a sopravvivere, da bambini, noi della generazione “sopra i 50”? Ogni tanto, tra amici, ce lo domandiamo sbalorditi. Allora, non c’erano tante prescrizioni di legge e accortezze per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute. Viaggiavamo su tram con porte aperte, talvolta “attaccati” sul predellino; in auto che non avevano airbag né cinture né seggiolini di sicurezza; in bici o in Vespa senza casco; sul cassone scoperto di un’Ape o di un camioncino. Andavamo da soli a scuola, o in giro fuori casa con i compagni. Giocavamo a palla in mezzo alla strada scansandoci quando...
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in Uncategorized 2965
L'assillo dei compiti di scuola da fare a casa incombe sulle vacanze natalizie di molti studenti. Di solito c'è chi viene particolarmente "caricato" (temi, riassunti, esercizi, versioni, interi romanzi da leggere, decine di pagine da studiare) e chi invece se la cava con poco. E i malcapitati si lamentano non solo per questa disparità di trattamento ma soprattutto perché, dicono, "se c'è tanto da lavorare, le vacanze non sono più vacanze". Si sa, del resto, che una buona parte dei "compiti a casa" degli studenti sono anche compiti per i genitori più istruiti, che spesso vengono mobilitati dai propri rampolli...
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in Uncategorized 2012
C’era un bel presepe in Terza C, la mattina del 13 dicembre, quando entrò in classe il professor Riccardo. I suoi alunni lo avevano appena terminato, ed erano felicemente orgogliosi di mostrarglielo. “Il Bambinello, l’ho fatto io”, disse con materna tenerezza una moretta che casualmente si chiamava Maria. “Infatti, le assomiglia”, notò Andrea, specialista in battute di spirito... santo. Ma subito, parlando seriamente, da apprendista teologo, aggiunse: “In realtà, Gesù assomiglia a tutti noi, perché Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza”. La Madonna, opera di Federica, teneva in mano un biberon, “perché non poteva allattare al seno...
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in Uncategorized 1928
Si potrebbe stilare un lungo elenco di personaggi della storia o della cronaca che si sono segnalati per aver compiuto cose notevoli nel bene o nel male, addirittura “senza saperlo”. Il più famoso è Cristoforo Colombo, il navigatore genovese che nel 1492 scoprì l’America a sua insaputa credendo di essere approdato nelle Indie occidentali. Dopo di lui, Americus o Amerigo Vespucci, l’esploratore e scrittore fiorentino che, a sua insaputa, dette il proprio nome al Mundus Novus scoperto da Colombo, dopo aver pubblicato nel 1502 lo scoop che si trattava di un continente diverso dall’Asia. In effetti a decidere che quel...
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in Uncategorized 1660
Romano, sposato, padre di due figli, nonno di due nipoti, giornalista e scrittore, curatore del giornale online Belsito con vista, già insegnante di lettere. E’ autore del libro "Ad cathedram - Spirito e materie", edito da La Tecnica della Scuola