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Visualizza articoli per autore: Alessandro Giuliani

La proposta arriva da Valeria Fedeli (PD), vicepresidente del Senato: gli adolescenti consumano il corpo scisso dal cuore e dalla mente, per questo occorre una riforma scolastica che veda inserita anche l'educazione sentimentale che contenga quella sessuale. Coinvolti pure i mass-media. Ma prima occorre vincere la battaglia sulla rappresentanza di genere all'interno della legge elettorale.

In provincia di Imperia una ragazza per mesi non frequenta l’istituto Tecnico aziendale per corrispondenti in lingue estere. Sembra che avesse avuto buoni motivi per aiutare la madre in casa anche di mattina. Il ds fa emergere l’accaduto e i Carabinieri denunciano i genitori. Ma perchè quanto accaduto non diventa la prassi?

Lo ha detto il ministro Giannini intervenendo al Quirinale: è la funzione educativa la chiave per arrivare a un vero accesso alle opportunità di crescita e di lavoro. Poi una dura verità: l'Italia ha fatto uno sforzo normativo, ma la violenza è rimasta. I numeri parlano chiaro: dai 159 femminicidi di due anni fa si è arrivati ai 177 del 2013, quasi uno ogni tre giorni. E non è vero che la violenza attecchisce di più in condizioni di degrado culturale: il 21% delle vittime è laureata, un ulteriore 53% ha un diploma superiore, il violento spesso è acculturato.

Si torna a parlare di divario di genere: dal XVI Rapporto AlmaLaurea emerge che già ad un anno dalla laurea le differenze rispetto agli uomini, in termini occupazionali, risultano significative. E in presenza di figli la forbice si allarga, pure a livello stipendiale. Esemplare quanto accade nella scuola, dove hanno risultati scolastici migliori e abbandonano meno i banchi. All’università si laureano prima. Costituiscono l’81% del corpo docente (alla materna il 99,6%), ma entrano di ruolo e vanno in pensione sempre più tardi.

I ricorrenti appellati seguiti dall'Anief possono iscriversi ai corsi abilitanti iniziati da qualche giorno o che sono in procinto di partire presso le Università. Intanto, sempre il sindacato autonomo denuncia la mancata concessione delle 150 ore a tutti i corsisti: eppure il Miur era stato chiaro.

La denuncia arriva dal Pd, che il 7 marzo, durante una giornata di studio e proposte per l'Agenda infanzia, ha presentato a Roma una rielaborazione di dati sulla condizione dell'infanzia. C’è una carenza di strutture, ma non solo: mancano spazi verdi e cortili, strutture, palestre e piscine. Le piste ciclabili sono pochissime. Però i bambini non vanno più a scuola a piedi. E poi c’è un ''fortissimo divario'' tra le regioni nella spesa per i servizi: in Emilia Romagna 543 euro pro capite, in Calabria 55.

A ricordare le pericolose sovrapposizioni di competenza tra Stato ed enti locali al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, è il vice presidente della Regione Molise, Michele Petraroia. Che chiede di attribuire competenze legislative chiare alle Regioni, altrimenti sarà impossibile pianificare interventi sistemici di innovazione, modernizzazione e messa in sicurezza.

Così ha risposto il premier parlando ai docenti dell’istituto Raiti di Siracusa, rispondendo in particolare a una maestra che ha raccontato di essere precaria da 15 anni: dobbiamo fare in modo, ha aggiunto, che la scuola italiana torni ad essere la patria della bellezza e della cultura. Fuori la scuola le contestazioni del M5S e dei precari: non sei credibile!

Con 183 sì e 56 astenuti, passa il decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 gennaio scorso. Ora il testo passa alla Camera. Dove, pero solo se non subirà modifiche, verrà definitivamente approvato. C’è tempo fino al 30 giugno. La soddisfazione del ministro Giannini

E più diffusi nelle aree più produttive e densamente popolate. Oltre che a dare maggior attenzione ai bimbi disabili. Sono i punti salienti della proposta di legge presentata il 5 marzo alla Camera. Il segretario Salvini: a Milano un asilo si paga 700 euro al mese, per finanziare la proposta i soldi si trovano. Il capogruppo Giorgetti: non è un ddl per incentivare la natalità, ma per permetterla.

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