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Scuole senza timone, da settembre 467 presidi in pensione: 1.900 reggenze e 1.700 senza Dsga

Giovedì, 13 Luglio 2017

In attesa dei concorsi, sale a livelli mai visti il numero di scuole prive di dirigente scolastico. E pure di Dsga.

Alcuni sindacati di categoria hanno fatto i calcoli su quanti posti saranno liberi il prossimo anno scolastico. C’è poco da ridere.

 

I PRESIDI: 1.900 REGGENZE

L'organico dei dirigenti delle istituzioni scolastiche per l'anno 2017-2018 sarà di 7.994 posti (compresi 14 dirigenti delle scuole di lingua slovena e 127 C.P.I.A.). Lo stabilisce il

L’Anp, il primo sindacato dei dirigenti scolastici in Italia, è andato a vedere le tabelle del D.M. 7 luglio 2017, n.496, e la loro ripartizione regionale.

“Dal raffronto con l'anno precedente si può vedere che l'organico dei dirigenti è diminuito ulteriormente, passando da 8.072 posti a 7.994 (meno 78 posti); è aumentato, invece, il numero delle scuole sottodimensionate passate da 334 a 354”.

Ne consegue, conclude il sindacato dei presidi, che “il numero delle reggenze, considerando i 467 pensionamenti, si attesterà nel 2017-18 intorno a 1.900”.

Intanto, sempre l’Anp, mantiene lo stato di mobilitazione, che ha portato in piazza lo scorso 25 maggio tra i 2mila e i 3mila presidi.

 

I MOTIVI DELLA PROTESTA

Intanto, sempre l’Anp, mantiene lo stato di mobilitazione, che ha portato in piazza lo scorso 25 maggio tra i 2mila e i 3mila presidi.

La protesta, scrive il sindacato, “si sostanzia in numerose azioni di lotta, per le quali ANP garantisce la piena e totale copertura sindacale: indisponibilità ad ottemperare a tutte le incombenze relative alla procedura valutativa a partire dalla compilazione del portfolio, fino a quando non saranno dati ai dirigenti strumenti e poteri coerenti con la qualifica dirigenziale; indisponibilità a gestire la procedura della chiamata diretta in tempi troppo ristretti, in agosto, anche in risposta alle azioni successive dell’Amministrazione che hanno contraddetto l’istituto stesso della chiamata;

motivata indisponibilità ad assumere le reggenze; motivata rinuncia preventiva o dimissioni da incarichi non obbligatori affidati dall’Amministrazione scolastica; motivata indisponibilità a sostituire nel primo grado di giudizio l’Avvocatura dello Stato; indisponibilità a rispondere a richieste di dati già in possesso dell’Amministrazione, ponendo un freno alle richieste ripetute di monitoraggio e di rilevazione”.

 

corsi carta docente

 

Quindi, tra le rinunce indicate dall’Anp, figurano anche le reggenze: come si farà, se i presidi chiamati dall’Usr a farsi carico di altri istituti, dovessero dare tutti forfait? Presto avremo la risposta, visto che le “convocazioni” sono previste proprio nei prossimi giorni e comunque prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.

Per la Anp, inoltre, “l’Amministrazione non deve pensare che i dirigenti si accontenteranno di un piatto di lenticchie e che, complice la calura estiva, dimenticheranno le ragioni che li hanno spinti in piazza e che, all’occorrenza, ce li riporteranno”.

 

I DSGA: NE MANCANO 1.700

Non va meglio ai Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi: da settembre, hanno detto i componenti Anquap, l'Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni, nel corso di una tavola rotonda tenuta a Roma ne mancheranno 1.700. E se non si correrà ai ripari, nel 2018 si supereranno i 2.000 posti liberi.  

“Con le rilevanti novità introdotte dalla riforma scolastica del 2015, le funzioni attribuite alle scuole su alunni, personale, risorse finanziarie e strumentali sono aumentate – ha detto il presidente, Giorgio Germani -, così come le attività degli uffici di segreteria. A fronte di ciò sono, purtroppo, diminuiti gli organici di oltre 46.000 unità, il processo di digitalizzazione non avanza adeguatamente, mentre la complessità normativa e burocratica aumenta a dismisura”.

“Dinanzi a questo scenario, dopo aver proclamato nello scorso mese di maggio un formale stato di agitazione, l'Anquap ha presentato una proposta di decreto legge”.

 

COSA NE PENSANO I POLITICI

Alla conferenza – scrive l’Ansa - hanno partecipato esponenti di diverse forze politiche e addetti ai lavori, tutti concordi sull'urgenza di intervenire al più presto per sanare questo vulnus, a cominciare da Maria Grazia Rocchi (Pd): "Nel merito sono d'accordo con l' idea di un decreto legge. Per quanto riguarda i tempi credo che sia prioritario intervenire nella legge di stabilità con emendamenti ad hoc".

"Ci batteremo - ha annunciato Elena Centemero, responsabile nazionale scuola di Forza Italia - per far funzionare meglio le scuole, senza privilegiare necessariamente il personale docente, ma coinvolgendo in pieno il personale amministrativo. Non condividiamo quello che è stato fatto sul piano delle assunzioni e consideriamo un problema lo strapotere dei sindacati".

"Si parla di strapotere di sindacati e lobby - le ha risposto Luigi Gallo, deputato 5 Stelle - ma poi chi fa le leggi sono i politici, che queste pressioni evidentemente le subiscono. Noi vogliamo ascoltare tutti, ma poi prenderci la responsabilità di ciò che decidiamo. Oggi sono più rappresentativi gruppi che magari si organizzano in rete che certe organizzazioni strutturate", ha concluso Gallo mandando così una stoccata alle organizzazioni sindacali rappresentative.


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